Porcikomodi

Capita a molti di guardare al mondo aziendale con un pizzico di cinismo. Si è infatti radicata in noi l’idea che profitto ed etica viaggino su binari opposti, ma non è sempre così. Sta emergendo con forza un nuovo paradigma, quello delle aziende che scelgono di stare dalla parte giusta: non si accontentano solo di vendere, ma scelgono di sostenere cause importanti. Un esempio è senz’altro Amorum con il suo prezioso appoggio alla Rete dei Santuari.

Dando un’occhiata allo shop online del brand ti sarà capitato di trovare prodotti che, proprio sulla confezione, riportano il logo della Rete dei Santuari e le storie degli animali sottratti allo sfruttamento e alla politica di dominio. Se vuoi saperne di più sei nel posto giusto, perché stiamo per raccontarti meglio la preziosa collaborazione fra Amorum e i rifugi in cui gli animali hanno finalmente la possibilità di vivere liberi di autodeterminarsi.

Cos’è la Rete dei Santuari?

Per comprendere il valore e la portata di questa collaborazione è necessario fare un passo indietro per scoprire innanzitutto cos’è la Rete dei Santuari, informazione utile soprattutto a chi ne sente parlare per la prima volta.

I Santuari per animali (nome declinato dall’inglese Animal Sanctuary) sono rifugi che accolgono gli animali “normalmente” considerati cibo o prodotti e che vengono riscattati, regalati, ceduti, sottratti e liberati da sofferenza e schiavitù. Un luogo dove gli animali non umani, vengono considerati non più merce, ma individui unici al mondo.

La Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia, nata nel 2012, aggrega ad oggi 26 realtà presenti sul territorio italiano, realtà che rispondono a specifici requisiti e che aderiscono ad una “carta dei valori” condivisa. Oltre a prendersi cura degli animali, portano avanti anche una fondamentale opera di divulgazione, di collaborazione e di cambiamento in ottica antispecista.

Amorum e il sostegno alla rete dei santuari

La collaborazione fra Amorum e la Rete dei Santuari ha il duplice obiettivo di sostenere i rifugi che fanno parte della Rete, contribuendo allo stesso tempo a diffondere in modo capillare la cultura antispecista e animalista che questi luoghi portano avanti con il loro incredibile lavoro. Oltre all’aiuto economico, i prodotti nati da questa collaborazione puntano infatti a scalfire, storia dopo storia, l’immagine che molti di noi hanno degli animali da reddito.

Mantenere un santuario ha costi immensi — dal cibo alle cure veterinarie — e il fatto che un brand decida di legare il proprio successo economico alla sopravvivenza di queste realtà è la prova che anche il business può avere un’anima.

La rivoluzione dell’economia della compassione e dell’empatia

Amorum, con i suoi prodotti a sostegno della Rete dei Santuari, ci insegna che ciascuno di noi può scegliere di acquistare prodotti e servizi da aziende capaci di fare la differenza e che decidono di stare dalla parte della compassione e dell’empatia. In fondo il solo gesto di acquistare qualcosa ha una forte valenza politica:
scegliere dove destinare i propri soldi può fare la differenza in un mercato che – essenzialmente – segue le preferenze dei consumatori.

Non acquistare un prodotto a favore di un altro può portare l’intera filiera produttiva a rivedere i propri meccanismi, come per esempio a modificare gli ingredienti utilizzati o a non usare più le pellicce degli animali nei capi di abbigliamento. Sta tutto qui, in fondo, il grande potere di essere consumatori attenti che, consapevolmente, optano per alcuni marchi boicottandone altri: nella società capitalista in cui viviamo, i nostri soldi sembrano, a volte, essere ben più potenti di un voto al seggio elettorale.

Alcuni dei prodotti nati dalla collaborazione tra Amorum e la Rete dei Santuari

Ma quali sono i prodotti che sostengono i rifugi della Rete dei Santuari? Sullo shop di Amorum ne troverai tantissimi e li riconoscerai dalla presenza – sulla confezione – del logo della Rete dei Santuari. Inoltre, sul retro, troverai una breve descrizione di un Rifugio e la storia di un animale salvato. Qui sotto qualche esempio assolutamente non esaustivo:

  • Vegancetta: a base di proteine di soia, ti conquisterà col suo gusto affumicato! Questo prodotto è nato direttamente dalla collaborazione fra Amorum e la Rete dei Santuari: sulla confezione scoprirai la storia di Waffle, un maiale che viveva al santuario Porcikomodi di Magnago (MI).
  • Lievito alimentare Amorum: è il primo prodotto che abbiamo incluso nel nostro prontuario di ingredienti vegani da avere sempre in dispensa. Ed è ancora più buono sapendo che arriva dalla collaborazione fra Amorum e la Rete dei Santuari! Sulla confezione scoprirai la storia di Mia, una pecora ospitata a Caiazzo (CE) dall’associazione Serafino e i suoi amici.

lievito alimentare amorum

  • Amorino affumicato: quest’alternativa al formaggio è davvero incredibile, perfetta per dare un tocco speciale a ogni piatto. Sulla confezione scoprirai la storia di Libera, una mucca salvata a soli 10 giorni di vita e che vive al Rifugio Ca’ Romoletto di Galbiate (LC) .
  • MozzaBè Bio: è l’alternativa vegetale alla mozzarella, perfetta da mangiare sia a crudo che cotta, magari su una gustosa pizza. Sulla confezione scoprirai la storia di Milly che, dopo essere scappata dal pastore che la deteneva, ha trovato una casa al Rifugio Chico Mendes a Campi Bisenzio (FI), dove vive oggi libera e felice.

Di prodotti come questi ce ne sono tantissimi e, acquistandone uno, oltre a portarti a casa un alimento di qualità, saprai di essere anche dalla parte giusta! Ci guadagnano tutti, anche gli animali!

Diventare protagonisti del cambiamento

Insomma, Amorum e la Rete dei Santuari ci offrono la possibilità di essere co-protagonisti di un cambiamento necessario. Ogni volta che scegliamo un prodotto che sostiene la libertà animale, stiamo dicendo che un mondo senza gabbie è possibile, e che il business può essere la forza che aiuta a scardinarle. Perché non c’è niente di più “buono” di un prodotto che non ha causato sofferenza.

E, come leggiamo sul sito di Amorum: “Vogliamo essere un esempio di come anime diverse da un punto di vista burocratico e di scopo istituzionale facciano parte dello stesso tessuto culturale, sociale, politico ed economico. Il cambiamento siamo tutti noi, se non ora quando? Se non tutti insieme, chi?