Antonio De Marco invita a riflettere sulla domesticazione

Per i nostri amici ovini e caprini, questi sono giorni di morte, i numeri normalmente sono impressionanti, nel 2017 si parlava di 730.000 agnellini uccisi. Anno dopo anno i numeri si sono più che dimezzati ma si parla sempre di mattanza.

E a proposito di questo, Antonio De Marco, che in più di un’edizione del Miveg è salito sul palco per parlarci di Alieni invasivi, sul sito di Vitadacani, fa un’interessante riflessione su come l’uomo non riesce a svincolarsi dall’aggressività e dalla violenza che ci portano a sopraffare “soggetti appartenenti ad altre specie, soprattutto tra quelle che, attraverso specifici processi di domesticazione da noi governati, abbiamo reso mansueti ma incapaci di sopravvivere al di fuori di ambienti modellati dai nostri bisogni”.

De Marco continua ponendo l’attenzione sulle evoluzione:
“L’evoluzione per selezione naturale pone al centro del suo processo l’individuo, scrigno unico di specificità che sono il fondamento della diversità biologica ed elemento basilare della sua ricchezza. Se alla centralità dell’individuo si contrapporre la specie, quando essa è intesa come entità all’interno della quale le soggettività si appiattiscono, si persevera in un imperdonabile atteggiamento, che fin dalle origini della nostra socialità, ai tempi dei primi allevatori, non ha risparmiato sofferenze infinite non solo ai nostri animali domestici, ma di riflesso ai nostri stessi simili.”

Da qui il passaggio è semplice:
“se le mattanze di tanti animali in un tempo futuro avranno fine perché la coscienza collettiva le aborrirà, anche l’aggressività che ancora ci attanaglia si ridurrà e con essa anche guerre e stermini.”

Non possiamo far altro che augurarci che questa coscienza collettiva arrivi presto. Noi ci stiamo impegnando per questo!

La mattanza degli agnelli
Nella foto membri del gregge di Porcikomodi Magnago
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La mattanza degli agnelli

di Antonio De Marco

Noi uomini continuiamo ad essere vittime della nostra aggressività, la nostra storia è densa di violenze indicibili ed il secolo che è appena trascorso non ha di eguali per stermini e genocidi.

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