Animali in guerra – Atti di resistenza e solidarietà – Dalla Palestina alla Siria

Parte 2 – I rifugi

gaza

Immagine: foto del rifugio Daily Hugz – Asira – Cisgiordania

Grazia Parolari – novembre 2023

“Secondo te, cos’è la Palestina? La Palestina è solo il popolo o è più di questo? Se la Palestina è solo il popolo, allora noi potremmo essere Palestinesi ovunque. Potremmo scappare dall’occupazione, potremmo trasferirci in un altro Paese e la nostra identità palestinese rimarrebbe intatta. Se la Palestina è solo il popolo allora perché così tanti Palestinesi sono morti, sono stati feriti o imprigionati come parte della resistenza contro l’occupazione? Per queste persone la Palestina è più che solo il popolo. Perciò la Palestina non può essere solo la gente, deve essere di più. Deve essere la terra, gli alberi, l’aria, l’ambiente, gli animali e gli uccelli. Tutte queste cose sono elementi che formano la Palestina. La Palestina è incompleta senza tutte queste componenti e lottare per proteggere ognuna di queste è lottare per proteggere il tutto”.

Queste sono parole di Ahmad Safi, il fondatore di Palestinian Animal League, una delle realtà resistenti di cui abbiamo parlato sabato 27 ottobre al MiVeg.

Parole che spiegano più di ogni altro discorso perché possiamo utilizzare il termine “resistenza” quando raccontiamo delle realtà che in Palestina si prendono cura degli animali non umani.

Resistenza, perché resistere all’occupazione è anche trasformare la categoria di “bestie” in cui i Palestinesi, (ma in generale qualsiasi popolo indigeno che si è ribellato a un’occupazione coloniale) sono stati confinati, in una capacità e volontà di provare e praticare empatia e solidarietà proprio come sanno fare quelle “bestie”, intese come animali non umani, così disprezzate e spregiate dal pensiero e dal linguaggio colonialista antropocentrico. Praticarle a loro favore, travalicando i confini di specie in un contesto dove è materialmente già difficile occuparsi di persone e lottare per rimanere vivi.

Resistenza, anche in quei territori limitrofi in cui il liberismo e l’imperialismo occidentale (e nell’Occidente rientra a pieno diritto anche Israele, sua appendice coloniale) hanno portato e continuano a portare guerra e distruzione, i cui effetti hanno avuto e continuano ad avere una devastante ricaduta anche sugli animali non umani, che raramente rientrano nella già scarna narrazione riservata alle persone. Perché non bianche, perché non europee.

Resistenza, nello sfidare la disumanità degli invasori e degli occupanti, che se non hanno ormai alcun limite, né morale né sentimentale, nel massacrare i Palestinesi o i Siriani, certamente non ne hanno e non ne avranno neppure nel massacrare gli animali non umani con cui Palestinesi e Siriani, per non dimenticare i Libanesi, condividono casa e terra.

Elenchiamole allora queste realtà resistenti.

GAZA – superfluo ricordare cosa sta accadendo a Gaza in questi giorni.

SULALA ANIMAL RESCUE – fondato da Saeed Al Err nel 2006, dopo anni in cui si occupava di assistere i randagi nelle strade. In seguito ad un accordo con la municipalità di Gaza, che gli aveva destinato un ampio terreno, questa sua attività si era trasformata in un rifugio dove ospitava e accudiva circa 200 cani e un asinello, ucciso da una scheggia di missile israeliano nel 2021, durante l’Operazione “”Guardiani delle Mura”. Dopo l’ordine di evacuazione impartito da Israele, Saeed si è spostato al Sud, a Nuseirat, portando con sé tutti i cani disabili e i 120 gatti che aveva presso di sé, cercando contemporaneamente spazi più sicuri per i cani del rifugio, che in parte lo hanno seguito, in parte sono rimasti liberi ma con accesso al rifugio stesso. Saeed continua ad occuparsi come può non solo dei “suoi” compagni, ma di tutti quegli animali che necessitano di aiuto. Questo nella spaventosa situazione in cui si trova Gaza, dove manca letteralmente tutto e dove nessun luogo è sicuro dagli incessanti bombardamenti israeliani.
https://www.paypal.com/paypalme/HelpStreetAnimal

ANIMAL FRIEND SHELTER – Piccola realtà situata a Gaza city, ospita 37 gatti di cui si occupano due fratelli, Tamer e Samer Skaik . I due fratelli, unitamente alle loro famiglie, hanno dichiarato che non avrebbero lasciato la loro abitazione per spostarsi a Sud non avendo la possibilità di portare con sé i gatti e non volendo abbandonarli. Non abbiamo notizie recenti di come sia oggi la loro situazione, né se siano ancora vivi.

La stessa incertezza riguarda Mariam Hasan, che si occupa di 60 gatti presso la propria abitazione a Gaza, le sorelle Mariam, Raesa ed Elham al-Barr, Walid Afifi, e le tre amiche Maram Mikkawi, Amna al-Sousi e Lamia al-Baioumi, tutte persone che si occupavano di piccole colonie feline.

CISGIORDANIA

l’altra parte della Palestina, che pur non subendo i devastanti bombardamenti a cui è sottoposta Gaza deve ogni giorno, da 75 anni, confrontarsi con la violenza dei militari e dei coloni, intensificatasi con il governo fascista in carica. Alla violenza fisica si aggiunge inoltre la violenza di un apparato che la stessa Amnesty International ha definito essere regime di apartheid.

ANIMAL AND ENVIRONMENT ASSOCIATION (AEA) -situata a Betlemme, è stata fondata da Diana Babish nel 2016, dopo avere per anni ospitato i cani a casa sua. Il rifugio ha una capacità di circa 40 cani, me nel tempo ne ha ospitati centinaia. Diana promuove adozioni, collabora con le autorità locali per prevenire
l’avvelenamento e l’uccisione di cani come forma brutale di controllo, fornisce cure veterinarie e opera nelle scuole con programmi di educazione e sensibilizzazione.
https://www.bethlehemshelter.org/donate-1

BALADI PALESTINIAN ANIMAL RESCUE – Nato nel 2019 per volere di cinque amici e amiche vegani, recupera e salva animali che poi cerca di fare adottare. Attraverso una campagna di crowdfunding, sono riusciti a creare una struttura dedicata dove attualmente ospitano una decina di cani. Per scelta, hanno deciso di non collaborano con le organizzazioni israeliane e non accettare fondi da nessuna realtà israeliana, sia essa un’organizzazione o un individuo.
https://www.gofundme.com/f/d2a54k-1000

DAILY HUGZ – fondato nel 2014 da Maad Abu-Ghazalah è situato ad Asira, vicino a Nablus. Ospita e fornisce cure a cani e asini e sviluppa progetti per l’interazione tra animali e bambini psicologicamente in difficoltà a causa delle violenze quotidiane a cui sono esposti. Organizza inoltre eventi culturali per preservare le tradizioni palestinesi.
https://www.dailyhugz.org/take-action

PALESTINIAN ANIMAL LEAGUE – fondata da Ahmed Safi nel 2011 ha sede a Ramallah. Recupera e cura animali in difficoltà, ma la sua attività principale sono le campagne di sterilizzazione, i progetti di educazione nelle scuole e nelle comunità locali, i rapporti con le istituzioni per combattere l’utilizzo di mezzi letali per il contenimento dei randagi e per fare approvare leggi a tutela degli animali. Promuove inoltre il veganismo e ha scelto di non collaborare con realtà e privati israeliani, né di accettarne donazioni.

SUD DEL LIBANO

Zona non ufficialmente in guerra, ma dove i pesanti scambi di razzi tra Hezbollah e Israele e i bombardamenti di quest’ultimo hanno già causato numerose vittime. Gli abitanti dei villaggi lungo il confine hanno abbandonato le loro case, portando a circa 20.000 il numero degli sfollati.

WOOF N’WAGS – situato ad Anqun (non lontano da Sidone) è stato fondato da Ghada El Khateb. È l’unica realtà nel Sud del Paese che recupera cani maltrattati, feriti e in difficoltà. È anche l’unico rifugio ad avere tra I suoi ospiti un maiale, Dixon, salvato dal macello in tenera età. Il rifugio ospita circa 300 cani in un terreno in affitto. Negli ultimi anni, a causa della devastante crisi economica che ha drasticamente il numero delle donazioni, ha dovuto combattere ogni giorno con i costi del cibo e delle cure veterinarie, a fronte anche di un aumento di cani recuperati perché abbandonati da chi lascia il Paese o da chi non può più mantenerli. Per ora il rifugio non è stato direttamente toccato dai bombardamenti, ma essendo in una zona controllata da Hezbolla, è a forte rischio nel caso di un ampliamento del conflitto. Attualmente, non avrebbe la possibilità economica e logistica di spostare i cani in un luogo più sicuro.
https://woof-n-wags.com/donate

SIRIA

Si parla ormai della Siria come se fosse un Paese dove non c’è più guerra, ma la realtà sul campo è molto diversa, infatti i bombardamenti da parte della Turchia non sono mai cessati, unitamente a quelli che lo stesso Israele compie al di fuori di ogni norma internazionale. La situazione è particolarmente difficile nel Nord Ovest del Paese, interessato anche dal devastante terremoto della scorsa primavera.

ERNESTO CAT’S SANCTUARY – situato vicino ad Aleppo, ospita circa 2000 gatti, abbandonati dalle persone in fuga o nati nelle strade ormai deserte dei villaggi distrutti. Recentemente, il rifugio ha aperto anche un santuario per altri animali, la WINSOM FARM, dove vengono ospitati cani, cavalli e asini, pecore e capre, diverse decine di volatili di varie specie e addirittura 5 scimmie. Forniscono cure veterinarie non solo ai propri animali, ma anche, gratuitamente, agli animali dei cittadini che ne hanno necessità.
https://ernestosanctuary.org/donation/

Nel non dimenticare tutte quelle persone senza nome che, singolarmente, resistono insieme ai loro compagni non umani, chiudo con i frammenti di una poesia di Mahmoud Darwish (1941 – 2008), amatissimo poeta e scrittore palestinese:

“Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace”.

E noi la chiediamo la pace. Una PACE GIUSTA. Perché non può esserci pace senza GIUSTIZIA per i Palestinesi tutti, umani e non umani.